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Comunicati

Quello che ...

 

Prot.077/15

Quello che  …

 

Quello che in Enav sorprende è l’assenza di un confronto, sul territorio, relativamente il tema della privatizzazione da parte dei sindacati con il coinvolgimento dei lavoratori.

Lo schema impacchettato da una “casta molto influente” che sembra una scelta data per scontata, è al contrario molto vulnerabile se si concretizza un contraltare credibile : questo infatti rappresenta l’aspetto più  grottesco dell’intera vicenda e delle rappresentanze stesse …

Chi teme il confronto si sforza nel far apparire quelli come noi, contrari a questo “folle” progetto come “un cavallo già sfiancato” dagli eventi e dagli annunci …

E’ utile chiedersi, persistendo questo atteggiamento, perché il sindacato si adegua ad uno scenario già disegnato dove non ha avuto neanche in parte il ruolo di rilievo che la storia di questo paese gli ha assegnato?

 

Per quanto ci riguarda la spiegazione è semplice ed è sotto gli occhi di chi vuol vedere … “ le gravi ragioni di convenienza” sono alla base dell’irreversibile tramonto del movimento dei lavoratori.

A fronte di quanto sopra esposto ogni opzione che spazia dalla contrapposizione radicale, al dialogo sereno, sempre che non sia rinunciataria, è rispettabile.

 

Quello che per noi non è accettabile  è che i lavoratori sono stati tagliati fuori da questo processo decisionale, trattati come pedine poco importanti, neanche degni di essere ascoltati.

Probabilmente per loro è più facile fregarsene dell’eventuale condivisione.

A questo punto, vista l’arroganza del potere e dell’evolversi di molteplici situazioni che coinvolgono tutte le aziende del T. A., potrebbe non essere uno scandalo operare alleanze trasversali tra i vari settori e le categorie “ nel nome dei superiori interessi del T. A. e di chi vi opera e/o lo utilizza”.

Lo spazio aereo è una risorsa della quale nessuno deve poterne disporne a scopo di lucro, nella nostra scala dei valori questo è il nostro punto di partenza che traccia una precisa idea del valore di servizio pubblico che contraddistingue la nostra azione.

Si sforzino pure  nel farci apparire alla maniera di “Ronzinante” del Don Chisciotte …

La FATA CISAL è destinata a crescere in quanto la partecipazione al nostro progetto è basata sul cosiddetto “principio del libero convincimento” e su questo, i dati e non le statistiche, ci danno ragione.

Un asfittico presente e l’incertezza del futuro sono le “armi” della paura che vengono spregiudicatamente usate affinché nulla cambi : un sistema che non può essere abbattuto da un atto solitario e magari autoreferenziale.

C’è bisogno di un’idea di sindacato capace ad aprirsi al confronto ed al contributo di tutti, al fine di essere in sintonia con il mondo del lavoro  nella sua complessità.

Siamo consapevoli che sarà un lungo percorso, faticoso ed irto di ostacoli, ma è indispensabile per affermare la dignità del ruolo di chi lavora e per rispondere alla “paura” in modo compatto.

 

Roma, 11 Dicembre 2015

 

 

La Segreteria Nazionale Federale

F.A.T.A. CISAL

 

Il Segretario Generale

F.A.T.A. CISAL

Corinna Daddio