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STRIKE

Pubblicato Mercoledì, 01 Febbraio 2017 15:50
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Prot. 005/17

STRIKE

 

7 Febbraio dalle ore 13:00 alle ore 17:00

personale non turnista ultime 4 ore

 

 

Alla base di questa vertenza ci sono ben 13 punti dei quali oggi affronteremo uno per tutti :

 

<< … vista l’ostinazione di prendere come riferimento il solo Contratto di Settore del T.A. senza voler  considerare  il  contesto  nel  quale  operiamo : Eurocontrol  e  pertanto,  a  tal riguardo, si ritiene  indispensabile  armonizzare  la  nostra  normativa  a  quella  del  Contratto Europeo … >> (Ns. Prot. 067/16 del 19.10.2016).

 

Il Contratto Collettivo Europeo oggi rappresenta l’unica possibilità di uscire dall’incubo del Contratto di Settore all’interno del quale siamo stati trascinati di forza ed in maniera “truffaldina” da una politica “ottusa” che si è avvalsa di parte del sindacato confederale.

 

Al momento non ci sono altre possibilità di uscirne se non questa.

Tornare indietro è praticamente impossibile, non accadrà mai in quanto i sindacati confederali, l’industria e la componente politica non faranno mai un passo indietro.

 

Ecco quindi che l’unica alternativa è quella di creare noi le condizioni affinché facciamo un passo in avanti verso un contratto di categoria europeo, quello si, veramente professionale!

 

Il tutto armonizzando il reclutamento ed il trainig, quanto di più semplice possa già esserci oggi.

Per il reclutamento basta stabilire titoli ed esami comuni; per armonizzare il training teorico basta mettere nero su bianco tempi e tipologie di corso e di esame; il tutto considerando che la documentazione e le regole di riferimento sono da sempre armonizzate, fatto salvo il training pratico, quest’ultimo in realtà comune se consideriamo il radar, l’approach e l’aerodromo uguali in tutto il mondo.

Quello che rende oggi differenti  i vari stati è la tipologia di addestramento a seconda dell’Acc, dell’approach o della twr nella quale si andrà a lavorare … questo anche a livello nazionale.

 

Differente e più lungo nel processo è il discorso economico; potrebbe sembrare un’utopia ma, se si accettano tempi a medio / lungo termine, utopia non è.

Come già detto in altre occasioni quest’adeguamento deve tener conto ovviamente del diverso potere di acquisto di un paese rispetto ad un altro.

 

Ciò detto, quanto asseriamo sembrerà a taluni un progetto impossibile, ma  è impensabile ed impossibile soltanto a coloro i quali oggi traggono vantaggio dall’attuale situazione che vede i CTA in un calderone che nulla ha a che fare con la loro professionalità, sempre nel pieno rispetto delle altre figura professionali coinvolte.

La nostra idea a prescindere dall’Europa è quella di sottoscrivere un contratto scevro da clientelismi ed opacità, capace di tutelare realmente da comportamenti distorti e talvolta “repressivi / ritorsivi” che risulterebbero attuati anche in Enav.

Noi pretendiamo che la gente possa lavorare e vivere serena senza doversi necessariamente “prostituire” a chicchessia.

 

Ad maiora.

 

          

Roma, 1 Febbraio 2017

La Segreteria Nazionale Federale

F.A.T.A. CISAL

 

Il Segretario Generale

F.A.T.A. CISAL

Corinna Daddio